ItaliaUzbekistan
SITIU
 


economia
 

PIL
44,11 miliardi di dollari

PIL pro capite
1.700 dollari

Crescita economia annua
3,4%

Inflazione %
21,9%

Settori/prodotti principale
oro, prodotti tessili, industria alimentare, automobili, macchinari per la metallurgia, prodotti chimici, fertilizzanti minerali, minerali ferrosi, gas naturale, cotone, verdura, frutta, grano, bestiame

Principale partner commerciali
Russia, Italia, Tajikistan, Corea del Sud, Kazakistan, USA, Turchia, Giappone, Germania, Cina

UZBEKISTAN: INDICATORI DI BASE DELLO SVILUPPO SOCIALE ED ECONOMICO,

Gennaio-Marzo 2003

 

UNITA'

Gen-Mar 2003

% Gen-Mar 2002

Prodotto Interno Lordo

Miliardi USD

1570.8

102.2

Tasso medio mensile di inflazione

%

1.7

-

Struttura del PIL:

 

 

 

Produzione di beni

%

36.5

100.1

Settore dei servizi

%

46.6

102.4

Imposte nette

%

16.9

106.0

Reddito monetario totale

Miliardi USD

1431.2

135.6

Reddito monetario pro capite

Migliaia USD

56.0

134.0

Spese e risparmio totale

Miliardi USD

1211.5

113.6

Spese e risparmio pro capite

Migliaia USD

47.4

112.2

Volume della produzione industriale

Miliardi USD

1334.4

104.0

Industria elettrica e delle risorse energetiche

%

7.3

-

Industria dei combustibili

%

14.2

-

Industria dei materiali ferrosi

%

1.3

-

Industria dei materiali non ferrosi

%

12.2

-

Industria chimica e petrolchimica

%

5.9

-

Industria automobilistica e metallurgica

%

10.4

 

Industria del legno e della carta

%

1.0

-

Idustria dei materiali di costruzione

%

3.8

-

Industria leggera

%

21.1

-

Industria alimentare

%

14.6

-

Altre industrie

%

8.2

-

Produzione di beni di consumo

Miliardi USD

456.3

102.3

Prodotti alimentari

Miliardi USD

202.7

104.2

Prodotti non-alimentari

Miliardi USD

219.3

103.2

Prodotto agricolo lordo

Miliardi USD

418.7

103.3

Capitale fisso di investimento

Miliardi USD

284.1

-

Struttura del capitale di investimento secondo le fonti finanziarie:

 

 

 

Fondi capitale

%

13.2

-

Fondi di imprese e della popolazione

%

59.2

-

Crediti bancari e altri fondi creditizi

%

1.9

-

Capitale locale e fondi non capitali

%

0.3

-

Investimento estero, incl. prestiti

%

25.4

-

Popolazione attiva

Migliaia USD

9127.4

-

Popolazione impiegata nell'economia

Migliaia USD

9088.2

-

Disoccupati ufficialmente registrati (alla fine del periodo)

Migliaia USD

39.2

89.5

Commercio al dettaglio

Miliardi USD

972.3

99.8

Servizi gratuiti per la popolazione

Miliardi USD

188.7

101.7

C ommercio estero

Milioni USD

1569.8

125.0

Export

%

58.6

-

Import

%

41.4

-

QUADRO MACROECONOMICO

 

Il quadro macroeconomico uzbeko, nonostante qualche evoluzione positiva registrata negli ultimi tempi, non è tale da indurre ad ottimismo almeno per il breve termine. Le riforme economiche varate si sono rivelate solo di facciata e agiscono su aspetti marginali per lo sviluppo. Lo Stato continua a ricoprire un ruolo dirigistico sull'economia e mantenere una preponderante presenza su tutti i settori, influenzando i relativi fattori di produzione.

Il PIL, secondo le prime stime internazionali, nel 2003 è stato pari a 8.817 miliardi di Sum (circa 8,8 miliardi di US$) con un incremento, in termini reali del 3% (8,4% a prezzi di mercato) rispetto al 2002. La crescita è stata leggermente inferiore a quella del 2002 (3,2) e del 2001 (4,1%). Le fonti internazionali indicano per il 2004 una crescita reale fra il 2 e il 3%. Con riguardo alla struttura, nel 2000 (sostanzialmente, ad oggi, non si sono registrate significative variazioni) il PIL risultava formato per il 35% dal settore Agricolo, il 15,8% dall'Industria, il 7% dall'Edilizia e il 42,3% dai Servizi.

L' agricoltura , con il relativo indotto industriale, rappresenta la struttura portante dell'economia uzbeka. Secondo i dati ufficiali, il raccolto del 2003 è stato positivo ed ha fatto registrare un aumento del 4,7% rispetto all'anno precedente. La maggiore coltura dell'Uzbekistan è rappresentata dal cotone di cui il Paese è il secondo esportatore a livello mondiale. Questa posizione di grande esportatore di fibra grezza mostra la fragilità dell'economia del Paese che non è in grado di dare valore aggiunto al suo principale prodotto. Inoltre, il costo della fibra è fortemente influenzato dall'andamento del raccolto a livello mondiale e dalle condizioni atmosferiche che possono compromettere il raccolto.

Altri importanti prodotti agricoli sono i cereali, la frutta e la verdura. Negli ultimi anni la loro importanza è aumentata grazie alla politica del governo volta a diversificare la produzione per contrastare la diminuita produzione di cotone.

Altre importanti attività agricole riguardano l'allevamento del baco da seta e del bestiame. L'Uzbekistan è il terzo produttore mondiale di bachi dopo la Cina e l'India. La maggior parte dell'industria dell'allevamento riguarda la produzione della lana. L'Uzbekistan è il secondo più grande produttore di astrakhan nella regione dopo il Kazakhstan.

Nel settore industriale sono continuati nel 2004 i segni di rallentamento manifestatisi nell'anno precedente. Il comparto estrattivo di gas e petrolio segna il passo e il Paese per far fronte alla domanda interna di combustibile e altri prodotti energetici ricorre all'importazione di significative quantità di greggio dal Kazakhstan. La produzione di energia elettrica ha registrato nel 2004 una flessione quantificabile intorno all'1,7% rispetto al 2002, mentre il grande impianto per la produzione di polietilene a Shurtan riesce a lavorare non oltre il 40% della sua potenzialità. Numerose risultano essere le industrie ferme per mancanza di materie prime, di pezzi di ricambio per i macchinari e per difetto di ordinativi. (Fonte: ICE)

Per quanto riguarda il settore turismo , l'Uzbekistan è un paese di inestimabile ricchezza dal punto di vista delle risorse. Come cuore culturale e storico dell'Asia Centrale, l'Uzbekistan possiede più di 4.000 siti storici di interesse e tesori architettonici. Le antiche città della “Via della Seta”, Samarcanda, Bukhara e Khiva, punti di passaggio dall'Europa all'Est asiatico, sono stati famosi centri economici e commerciali. Ogni anno migliaia di turisti visitano le famose moschee, madrassi e antichi monumenti di queste città. Agli inizi degli anni 90, le difficoltà economiche del paese arrestarono la crescita del turismo. Al fine di migliorare lo sviluppo delle infrastrutture turistiche, il governo ha realizzato a partire dal 1995 un programma di promozione delle basi turistiche, siti di propaganda, hotels, ristoranti e parcheggi. La costruzione del parco di “Tashkent land” e di un golf club di standard internazionale costruito da una joint-venture uzbeco-americana ha contribuito a migliorare i servizi per i visitatori stranieri a Tashkent. Con l'aiuto delle imprese di costruzione indiane, francesi e britanniche è stata avviata la realizzazione di nuovi hotel moderni. Inoltre, Samarcanda e Bukhara sono state fornite di alloggi turistici in stile occidentale.

Le prospettive per la liberalizzazione economica sono ancora poco ottimistiche, e le riforme economiche da realizzare, sembra, continueranno a seguire un percorso lento e graduale.

Molto, nel futuro del Paese, dipenderà dalla posizione che deciderà di adottare il Presidente della Repubblica quando, verosimilmente, si troverà a dover scegliere in maniera irreversibile fra:

•  Cedere alle pressioni internazionali ed eseguire le riforme richieste,

oppure

•  Continuare ad agire in favore degli interessi dell'oligarchia interna, correndo il rischio che la mancanza di riforme fomenti disordini sociali di possibile matrice fondamentalista

Certo è che l'Uzbekistan – che dopo il dissolvimento dell'ex-Unione Sovietica, era riuscito ad evitare il drammatico collasso produttivo ed il drastico peggioramento delle condizioni sociali registrati invece in molti altri paesi della CSI – ha rallentato il processo di transizione, e si trova ora di fronte ad uno stato di arretratezza industriale, di isolamento commerciale e di crescente povertà della popolazione.

Anche le misure di politica valutaria (unificazione del tasso di cambio e, ad ottobre, dichiarazione di convertibilità della moneta nazionale), fiscale, industriale e commerciale (limitazione delle importazioni per conseguire il Piano di sostituzione delle importazioni e proteggere l'industria nazionale) adottate nel 2003, pur avendo consentito di ottenere qualche dato positivo a livello macroeconomico, non hanno dato i risultati attesi e previsti all'inizio dell'anno e nonostante le considerevoli risorse naturali – oro (alla fine del 1998 occupava il sesto posto al mondo in termini di accertate riserve d'oro e possedeva il 4,3% delle riserve mondiali), argento, petrolio e gas, rame, piombo, zinco, tungsteno, carbone e uranio – che l'Uzbekistan possiede, l'andamento congiunturale dei principali settori riflette la “faticosa” fase economica che il Paese attraversa.

 

politica degli investimenti
 

Gli investimenti diretti esteri, nel primo semestre 2003 si aggiravano attorno ai 27 milioni di $. La mancanza di convertibilità e le restrizioni commerciali presenti nel Paese nell'ultimo quinquennio hanno costituito dei forti deterrenti per gli investitori stranieri ed hanno portato il rapporto pro-capite di investimenti a meno del 40% ed il rapporto annuale FDI/PIL attorno all'1%.

 

Per evitare un flusso di importazioni che potevano intaccare il nascente settore industriale locale, le autorità uzbeke hanno imposto elevati dazi sulle importazioni dei beni di consumo. L'effetto principale di tale politica, e delle sovrattasse – abolite poi all'inizio del 2003 – imposte agli importatori, è stato quello di spostare le attività commerciali nelle regioni di confine dove gli acquirenti uzbeki, attraversando la frontiera, si recavano per i rifornimenti. Nell'impossibilità, però, di controllare ed impedire capillarmente le importazioni personali, il Governo uzbeko, è ricorso anche alla chiusura delle frontiere (soprattutto terrestri), motivando il provvedimento come una misura presa a difesa dei consumatori uzbeki dai prodotti di bassa qualità. Alcuni dei punti frontalizi fra il Kazakhstan e il Kirghistan – chiusi tra la fine del 2002 e l'inizio del 2003 – sono tutt'ora chiusi o molto difficili da attraversare.

Questa situazione di chiusura ha peraltro provocato analoghe reazioni anche nei paesi limitrofi che hanno diminuito le già ridotte importazioni provenienti dall'Uzbekistan.

Tuttavia, nel gennaio del 2004 l'Uzbekistan ha introdotto tariffe doganali più basse al fine di stimolare la manifattura all'interno del paese. Il governo ha introdotto anche agevolazioni per le PMI.

Esportazioni

All'ottenimento dei risultati positivi registrati nel 2003 hanno contribuito in maniera determinante non tanto l'aumento dei beni esportati quanto gli alti prezzi internazionali dell'oro, e del cotone (40% dell'export totale) che rappresentano circa il 75% del totale delle esportazioni uzbeke.

Oltre l'oro e il cotone le esportazioni sono state costituite da: prodotti energetici, aumentati del 65% (155 milioni di $) su base annua e costituiti prevalentemente da gas (diretto verso le repubbliche limitrofe dell'ex-Unione Sovietica) e macchinari e attrezzature (prodotti per la maggior parte nell'ambito del programma di sostituzione delle importazioni) che, spinti da un tasso di cambio molto più competitivo rispetto al 2002, su base annua sono aumentati del 120% (circa 120 milioni di $).

Geograficamente il flusso dell'export è stato diretto per il 23% verso i Paesi CIS e per il 76,8% versi i Paesi extra CIS. Fra i Paesi non CIS i principali destinatari dell'export uzbeko sono il Regno Unito (9,8%), la Svizzera (8,5%), l'Iran (8,1%) e l'India (4,5%).

Importazioni

Nel 2002 le importazioni erano pari a 2.187 milioni di dollari ed erano costituite per il 90% da attrezzature e materie prime e per il restante 10% da beni di consumo.

Geograficamente le importazioni sono state fornite per il 38% dai Paesi CIS e per il 62,0% dai Paesi extra CIS. Le percentuali di provenienza hanno segnato delle variazioni nei confronti dell'anno precedente quando erano state rispettivamente del 35,7% e del 64,3%.

Come principali Paesi fornitori anche nel 2003 si sono confermati gli Stati Uniti che, con il 14,1% hanno perso 3,7 punti di quota di mercato rispetto al 2002; la Corea del Sud con l'11,2% (-9,2 punti); la Germania con 11,1% (9,3 punti); la Cina con 9,5 % (+4,2 punti).

 

I principali partners, sotto il profilo del commercio e degli investimenti nel corso del 2003 sono stati i seguenti: Russia, Korea del Sud, Turchia, Svizzera, Germania, USA, UK, Cina, Iran, Giappone. Sul versante meramente istituzionale va segnalata una Risoluzione del Gabinetto dei Ministri del 30.12.2002 “Sulle Previsioni dei maggiori Indicatori e Parametri Macroeconomici per il Bilancio dello Stato 2003” recante le previsioni per una più attenta politica fiscale e l'indicazione dei principali obiettivi di spesa: 38,3% Settore Sociale, 12,6% Investimenti, 11,6% Sviluppo Economico, 7,8% Sicurezza sociale.

Nel corso del 2003 sono stati varati altri provvedimenti tesi a regolamentare l'attività bancaria e finanziaria in generale per giungere alla liberalizzazione dei cambi della valuta nazionale. Sono stati progressivamente eliminati i vari cambi esistenti (3 diversi) fino a giungere al cambio unico fissato giornalmente dalla Banca Centrale. Il 15 ottobre 2003, al termine di una pluriennale negoziazione con il FMI, è stata introdotta la convertibilità della valuta locale. Gli stranieri e i non residenti possono acquistare solo valuta locale, i cittadini hanno un contingente trimestrale collegato alla effettiva disponibilità di valuta forte.

Le aziende per poter acquistare valuta devono produrre ed esibire alle autorità doganali la documentazione di supporto e giustificazione per la richiesta di valuta. La Banca Centrale inoltre ha il potere di “sospendere cautelativamente” e con piena discrezionalità la vendita di valuta forte nei casi in cui le richieste superino i plafonds stabiliti. Ulteriore misura adottata dal Ministero delle Finanze per mantenere bassa l'inflazione consiste nel far mancare drasticamente il circolante in valuta locale inibendo di fatto il pagamento dei salari e delle pensioni.

 

L'interscambio con l'Italia è in lenta ma continua ascesa. L'interesse per il Made in Italy è manifestato nel settore delle macchine per la lavorazione dei lapidei, nelle linee per la produzione di concentrati di frutta e di verdure, lavorazione dei derivati del latte, mobili per ufficio e per civile abitazione. Il comparto tessile-abbigliamento, pelletteria e calzaturiero ricoprono un ruolo importante ma di difficile quantificazione: tali beni sono introdotti nel Paese attraverso la pratica degli shopping-tours e sfuggono a qualsiasi controllo anche di pura valenza statistica. Il saldo commerciale italo-uzbeko è attivo a favore di quest'ultimo in ragione delle nostre importazioni di fibre vegetali (principalmente cotone). Quanto agli investimenti diretti bilaterali, non esistono ancora né i presupposti giuridici a tutela degli investimenti esteri né il clima industriale per tale pratica. Il 26 maggio 2003 è entrato in vigore l'Accordo bilaterale per evitare le doppie imposizioni fiscali.
(Fonte: ICE)

 

Interscambio Italo-Uzbeko (primo trimestre 2003)

IMPORTAZIONI DALL'ITALIA
In €

ESPORTAZIONI VERSO L'ITALIA
In €

Macchine per impieghi speciali 5.094.000

Prodotti dell'agricoltura, dell'orticoltura e della floricoltura 11.726.000

Mobili 510.000

Filati di fibre tessili 1.937.000

Articoli d'abbigliamento in tessuto e accessori (esclusi quelli in pelle) 416.000

Tessuti 437.000

Macchine Utensili 369.000 Tessuti a maglia 165.000

TOTALE 6.389.000

 

TOTALE 14.265.000

Saldo attivo 7.876.000  

Fonte: ISTAT elaborati dall'ICE

 

Interscambio Italia - Uzbekistan
Trend 2003-2002-2001

2003
valore in €

2002
valore in €

2001
valore in €

Esportazioni

38,890,557

67,746,239

46,386,773

Importazioni

52,935,347

157,469,738

190,640,284

Saldo

-14,044,790

-89,723,499

-144,253,511

Fonte ISTAT agg. Giugno 2004

 

banche
 
  • Central Bank
    6, Uzbekistan avenue, Tashkent
    tel: 133-45-11
    Chairman: Mullajonov Faizulla Maksudjonovich
  • "Uzpromstroybank"
    www.uzpsb.com
    3, Shakhrisabz str., Tashkent
    tel: 120-45-05
    Chairman: Rustamov Kiyomiddin Kakhhorovich
  • "Pakhtabank"
    www.pakhtabank.com
    43, Mukimi str., Tashkent
    tel: 120-88-01
    Chairman: Toshmatov Kobiljon Fattokhovich
  • Uzbek National Bank
    www.nbu.com
    101, A. Temur str., Tashkent
    tel: 137-59-57
    Chairman: Mirkhujaev Zainiddin Saifiddinovich
  • "Uztadbirkorbank"
    52, S. Azimov str., Tashkent
    tel: 133-14-83
    Chairman: Tursunov Keldiyor
  • "Khalk Banki"
    46, Katartal str., Tashkent
    tel: 173-66-16
    Acting Chairman, First Deputy: Khaidarov Adkham Mirazizovich
  • "Uzsavdogarbank"
    78, Said Baraka str., Tashkent
    tel: 54-25-20
    Chairman: Nurmamatov Musurmon Nurmamatovich
  • "Galla-Bank"
    36, Shakhrisabz str., Tashkent
    tel: 136-11-05
    Chairman: Urinboev Ikromdjon Ibrohimovich
  • "Zamin" Bank
    3, Rjevskyi str., Tashkent
    tel: 54-06-61
    Chairman: Mavlonov Odil Olmovich
  • "Asaka" State Joint Stock Commercial  Bank
    www.asakabank.com
    67, Nukus str., Tashkent, 700015
    tel: 998 71 120-81-66
          998 71 120-82-03
    Chairman: Juraev Shokir Jumaevich
    First Deputy: Kim Arkady Konstantinovich
  • "Uzuyjoyjamgarmabank"
    17, Pushkin str., Tashkent
    tel: 133-90-53
    Chairman: Khamidov Bakhtiyor Sultonovich

 

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