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location of Tashkent

L'Uzbekistan, situato nell'antica culla formata dai fiumi Amu-Darya e Syr-Darya, è il paese più ricco di storia fra tutte le repubbliche dell'Asia centrale. Annovera alcune delle città più antiche del mondo, molti dei principali centri sulla Via della Seta e la maggior parte delle bellezze architettoniche di quest'area geografica. Trovandosi nel cuore della regione centroasiatica, l'Uzbekistan si considera la più importante delle ex repubbliche sovietiche dell'Asia centrale, e negli ultimi anni ha assunto sempre più il ruolo di gendarme della regione.

Dopo gli attentati di marzo, aprile e luglio 2004, la polizia esercita rigidi controlli sia nelle città che lungo le principali arterie di collegamento. Si suggerisce cautela nell'addentrarsi nella valle di Ferghana ed in aree isolate e semidesertiche, soprattutto se non si dispone di una affidabile guida locale.

Prima di partire è opportuno raccogliere informazioni presso l'Ambasciata d'Italia:

Uliza Yusuf Khos Khojib, 40
Tashkent, 700017
Tel. 00998-71-1521119/1521120/1521121/1521123
fax 00998-71-1206606
e-mail: ambital@uzb.sarkor.com

L'Uzbekistan è diviso in 12 Province (Viloyat) e 1 Repubblica Autonoma:

 
 
 
 
 
 
   
Repubblica di Karakalpakstan  

 

 

cultura
 

Alcuni dei più raffinati e audaci esempi di architettura sacra islamica sono a Bukhara, Khiva e soprattutto a Samarcanda. La maggior parte delle moschee monumentali, dei minareti, mausolei e monasteri risale al tempo dei timuridi, grandi estimatori e patrocinatori di opere d'arte. L'arte popolare uzbeka si è rivolta a ciò che è trasportabile - vestiti, armi, gioielli, tessuti, ricami e tappeti - in sintonia con le origini seminomadi. Dal momento che l'Islam proibisce la rappresentazione di esseri viventi, le arti tradizionali si svilupparono nella forma calligrafica, che combina scrittura islamica e arabeschi, e nella scultura di portali e paraventi. La pittura rifiorì solo in epoca sovietica e divenne un curioso ibrido di realismo socialista e finto tradizionalismo - uzbeki sorridenti in una casa da tè e sullo sfondo ciminiere futuristiche che s'innalzano verso il cielo.

Gli uomini in genere indossano colori scuri, a parte il vivacissimo sash usato dagli anziani per chiudere i loro lunghi giubbotti imbottiti. Quasi tutti portano il dopy, una papalina nera quadrangolare con ricami bianchi. Le donne prediligono vesti variopinte, in genere gonne lunghe fino al ginocchio portate sopra pantaloni dello stesso tessuto. Se la donna porta una o due trecce significa che è sposata, mentre se ne ha di più vuol dire che è nubile. Le sopracciglia che si uniscono alla radice del naso sono considerate un segno di bellezza e spesso questa particolarità viene sottolineata con l'uso della matita. La lingua ufficiale è l'uzbeko, ma il russo rimane comunque la lingua della burocrazia e delle università; a Samarcanda e a Bukhara si parla anche tagiko.

La cucina centroasiatica ricorda quella mediorientale e mediterranea per il largo utilizzo di riso, condimenti saporiti, verdure e legumi, yogurt e carni grigliate. Nel nord dell'Uzbekistan i pasti consistono spesso di pilaf, kebab, tagliolini e pasta, stufati, pane e pasticceria elaborati, mentre il sud del paese si distingue per condimenti più delicati e dolci di prima qualità. Il tè è onnipresente, in genere servito con il latte. Nonostante il retaggio musulmano, quasi tutti gli uzbeki bevono alcolici o almeno lo fanno se ci sono degli ospiti. Se non siete forti bevitori (soprattutto di vodka) ditelo per tempo.

 

 

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